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Mesolcina: le prime registrazioni del progetto "Dialetti svizzeri" (fine anni Sessanta)

Su questa pagina si possono ascoltare le otto registrazioni storiche (1968) pubblicate sui «Quaderni grigionitaliani» (94, 3/2025; 94, 4/2025), accompagnate da una trascrizione fonetica, da una trascrizione ortografica e da una traduzione in italiano.

Auf dieser Seite können die acht historischen Tonaufnahmen (1968) angehört werden, die in den «Quaderni grigionitaliani» (94, 3/2025; 94, 4/2025) veröffentlicht wurden. Sie werden begleitet von einer phonetischen und einer orthografischen Transkription sowie von einer Übersetzung ins Italienische.


Tonino e Carlino

Ugo Corfù a Mulinanca di Mesocco. Fonte: Raccolta Aurelio Ciocco
Ugo Corfù a Mulinanca di Mesocco. Fonte: Raccolta Aurelio Ciocco

Mesocco

Luigi Taddei e Mario Bertossa

Luigi Taddei nasce a Mesocco nel 1926 da genitori originari dello stesso paese. Svolge la professione di portalettere e vive – salvo per qualche breve soggiorno nella Svizzera tedesca – sempre a Mesocco.

Nella registrazione Taddei recita la parte di Tonino, un contadino che dialoga con Carlino, interpretato da Mario Bertossa, portalettere nato anch’egli a Mesocco, nel 1918 (il padre era della Calanca e la madre di Disentis).

La registrazione si apre con l’incontro dei due contadini in una giornata estiva. Mentre Carlino affila la falce e Tonino fuma, i due amici parlano delle loro fatiche e preoccupazioni: la siccità, gli incendi, le bestie e il legname, facendo continui confronti tra la vita dei contadini di oggi e quella dei contadini di una volta.

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Tonino e Carlino

Famiglia di Cama, 1930. Fonte: Foto scattata da un emigrante di Cama in Francia che rientrava per le vacanze estive e che ritraeva le persone del luogo
Famiglia di Cama, 1930. Fonte: Foto scattata da un emigrante di Cama in Francia che rientrava per le vacanze estive e che ritraeva le persone del luogo

Cama

Carlo Righetti e Dante Prandi

Il dialogo tra Tonino e Carlino è stato registrato anche a Cama, dove i due contadini sono interpretati da Carlo Righetti (nato nel 1934) e Dante Prandi (nato nel 1933).

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Tognino e Carlino

Lavori contadini a Roveredo, senza data. Fonte: archivio Associazione culturale Rorè San Vitor
Lavori contadini a Roveredo, senza data. Fonte: archivio Associazione culturale Rorè San Vitor

Roveredo

Pio Raveglia e Giovanni Manzoni

La terza versione del dialogo di Tonino e Carlino è stata registrata a Roveredo, dove Pio Raveglia, maestro di scuola elementare in pensione nato nel 1898, dialoga con Giovanni Manzoni, falegname di Roveredo nato nel 1909. Il grande interesse che Raveglia ha sempre nutrito per il suo dialetto l’ha spinto a compilare un Vocabolario del dialetto di Roveredo-Grigioni, pubblicato nel 1972, un anno dopo la sua morte, con una presentazione di Ottavio Lurati.

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Paura d'altri tempi

Sezione di un cascinale tipico dei promestivi di Gomegna, estratto dall’Appendice del «Glossario del dialetto di Mesocco» di Domenica Lampietti-Barella, in «Qgi» 57 (1987), n. 1, p. 62
Sezione di un cascinale tipico dei promestivi di Gomegna, estratto dall’Appendice del «Glossario del dialetto di Mesocco» di Domenica Lampietti-Barella, in «Qgi» 57 (1987), n. 1, p. 62

Mesocco

Domenica Lampietti-Barella

Domenica Lampietti-Barella nasce nel 1892 e lavora come maestra nella scuola elementare di Mesocco. Anche nel suo caso l’interesse per la parlata locale la porta a raccogliere una nutrita lista di voci dialettali corredata da frasi esemplificative; pubblicata in forma di glossario prima nei «Qgi»
tra il 1984 e il 1987, è in seguito stata accolta in un volume intitolato Glossario del dialetto di Mesocco edito nel 1986.


Nella registrazione Lampietti-Barella racconta la disavventura di una giovane compaesana costretta a nascondersi nel sottotetto della sua cascina per non essere scovata dai soldati francesi che si erano spinti, in tempo di guerra, anche in Mesolcina.

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Il nostro dialetto

Al corso d’acqua vicino ai Póz del Lin, 1921 o 1923. Fonte: Foto scattata da un emigrante di Cama in Francia che rientrava per le vacanze estive e che ritraeva le persone del luogo
Al corso d’acqua vicino ai Póz del Lin, 1921 o 1923. Fonte: Foto scattata da un emigrante di Cama in Francia che rientrava per le vacanze estive e che ritraeva le persone del luogo

Cama

Giulietta Martelli-Tamoni

A parlare del dialetto di Cama è Giulietta Martelli-Tamoni, nata nel 1890 a Buenos Aires, dove i suoi genitori erano emigrati. Martelli-Tamoni frequenta le scuole in Ticino e si installa stabilmente in Mesolcina a partire dal 1955.23 Ha sempre nutrito un grande interesse per il dialetto, del quale si serve anche nelle sue composizioni poetiche confluite nella raccolta Poesie dialettali pubblicata tra il 1962 e il 1963 sui «Qgi».


Nella registrazione l’autrice mette in scena la trasferta a Bellinzona di due signore di Cama per una visita medica. La voce della parlante è arzilla e il tono è scherzoso. Il documento sonoro che ne risulta è intriso di termini dialettali arcaici, probabilmente non più utilizzati neanche all’epoca.

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Il morto resuscitato

La chiesa di San Giulio di Roveredo, senza data. Fonte: archivio Associazione culturale Rorè San Vitor
La chiesa di San Giulio di Roveredo, senza data. Fonte: archivio Associazione culturale Rorè San Vitor

Roveredo

Pio Raveglia

In questa registrazione Raveglia propone un racconto popolare in cui si narrano le vicende del povero Gepón, dato inizialmente per morto, e della tremenda moglie Teresa. Pur trattandosi di un testo preparato per iscritto, nella lettura Raveglia riesce bene nell’intento di avvicinarsi alla parlata dialettale.

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Passato e presente

Alpe Arbéa, ca. 1945. Da sinistra: Livio e Flavio Cereghetti, Pindín (Giuseppe) e il figlio Mario Peng. Fonte: Raccolta Aurelio Ciocco
Alpe Arbéa, ca. 1945. Da sinistra: Livio e Flavio Cereghetti, Pindín (Giuseppe) e il figlio Mario Peng. Fonte: Raccolta Aurelio Ciocco

Mesocco

Domenica Lampietti-Barella e Luigi Taddei

Domenica Lampietti-Barella nasce nel 1892 e lavora come maestra nella scuola elementare di Mesocco. Il suo interesse per la parlata locale la porta a raccogliere una nutrita lista di voci dialettali corredata da frasi esemplificative; pubblicata in forma di glossario prima nei «Quaderni grigionitaliani» tra il 1984 e il 1987, è in seguito stata raccolta in un volume intitolato Glossario del dialetto di Mesocco edito nel 1986.
Anche Luigi Taddei nasce a Mesocco, nel 1926, da genitori originari dello stesso paese. Svolge la  professione di portalettere e vive – salvo per qualche breve soggiorno nella Svizzera tedesca – sempre a Mesocco. Nella registrazione anda Ménga (Domenica Lampietti-Barella) riceve la visita del Luisín (Luigi Taddei) che, infastidito in seguito a una discussione con alcuni giovani, cerca conforto nei ricordi della vita semplice di un tempo, in cui la gente si accontentava di poco e viveva felicemente. Il dialogo, come dice il titolo, contrappone ricordi del passato al presente. In seguito alla chiacchierata con anda Ménga il Luisín – ormai consapevole che i tempi sono cambiati, ma che i valori di un tempo restano comunque
una lezione importante – è decisamente sollevato.

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E un'altra volta

Ritrovo al grotto Gardelina di Roveredo, senza data. Fonte: archivio Associazione culturale Rorè San Vitor
Ritrovo al grotto Gardelina di Roveredo, senza data. Fonte: archivio Associazione culturale Rorè San Vitor

Roveredo

Pio Raveglia e Giovanni Manzoni

Pio Raveglia, nato nel 1898, è un maestro di scuola elementare in pensione. Il grande interesse che Raveglia ha sempre nutrito per il suo dialetto l’ha spinto a compilare un Vocabolario del dialetto di Roveredo-Grigioni, pubblicato nel 1972, un anno dopo la sua morte, con una presentazione di Ottavio Lurati. Nella registrazione Raveglia rievoca alcuni aneddoti divertenti insieme all’amico Giovanni Manzoni, falegname di Roveredo nato nel 1909.

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