Mesolcina: le prime registrazioni del progetto "Dialetti svizzeri" (fine anni Sessanta)
Su questa pagina si possono ascoltare le otto registrazioni storiche (1968) pubblicate sui «Quaderni grigionitaliani» (IV, 2025; I, 2026), accompagnate da una trascrizione fonetica, da una trascrizione ortografica e da una traduzione in italiano.
Auf dieser Seite können die acht historischen Tonaufnahmen (1968) angehört werden, die in den «Quaderni grigionitaliani» (IV, 2025; I, 2026) veröffentlicht wurden. Sie werden begleitet von einer phonetischen und einer orthografischen Transkription sowie von einer Übersetzung ins Italienische.
Tonino e Carlino
Mesocco
Luigi Taddei e Mario Bertossa
Luigi Taddei nasce a Mesocco nel 1926 da genitori originari dello stesso paese. Svolge la professione di portalettere e vive – salvo per qualche breve soggiorno nella Svizzera tedesca – sempre a Mesocco.
Nella registrazione Taddei recita la parte di Tonino, un contadino che dialoga con Carlino, interpretato da Mario Bertossa, portalettere nato anch’egli a Mesocco, nel 1918 (il padre era della Calanca e la madre di Disentis).
La registrazione si apre con l’incontro dei due contadini in una giornata estiva. Mentre Carlino affila la falce e Tonino fuma, i due amici parlano delle loro fatiche e preoccupazioni: la siccità, gli incendi, le bestie e il legname, facendo continui confronti tra la vita dei contadini di oggi e quella dei contadini di una volta.
Tonino e Carlino
Cama
Carlo Righetti e Dante Prandi
Il dialogo tra Tonino e Carlino è stato registrato anche a Cama, dove i due contadini sono interpretati da Carlo Righetti (nato nel 1934) e Dante Prandi (nato nel 1933).
Tognino e Carlino
Roveredo
Pio Raveglia e Giovanni Manzoni
La terza versione del dialogo di Tonino e Carlino è stata registrata a Roveredo, dove Pio Raveglia, maestro di scuola elementare in pensione nato nel 1898, dialoga con Giovanni Manzoni, falegname di Roveredo nato nel 1909. Il grande interesse che Raveglia ha sempre nutrito per il suo dialetto l’ha spinto a compilare un Vocabolario del dialetto di Roveredo-Grigioni, pubblicato nel 1972, un anno dopo la sua morte, con una presentazione di Ottavio Lurati.
Paura d'altri tempi
Mesocco
Domenica Lampietti-Barella
Domenica Lampietti-Barella nasce nel 1892 e lavora come maestra nella scuola elementare di Mesocco. Anche nel suo caso l’interesse per la parlata locale la porta a raccogliere una nutrita lista di voci dialettali corredata da frasi esemplificative; pubblicata in forma di glossario prima nei «Qgi»
tra il 1984 e il 1987, è in seguito stata accolta in un volume intitolato Glossario del dialetto di Mesocco edito nel 1986.
Nella registrazione Lampietti-Barella racconta la disavventura di una giovane compaesana costretta a nascondersi nel sottotetto della sua cascina per non essere scovata dai soldati francesi che si erano spinti, in tempo di guerra, anche in Mesolcina.
Il nostro dialetto
Cama
Giulietta Martelli-Tamoni
A parlare del dialetto di Cama è Giulietta Martelli-Tamoni, nata nel 1890 a Buenos Aires, dove i suoi genitori erano emigrati. Martelli-Tamoni frequenta le scuole in Ticino e si installa stabilmente in Mesolcina a partire dal 1955.23 Ha sempre nutrito un grande interesse per il dialetto, del quale si serve anche nelle sue composizioni poetiche confluite nella raccolta Poesie dialettali pubblicata tra il 1962 e il 1963 sui «Qgi».
Nella registrazione l’autrice mette in scena la trasferta a Bellinzona di due signore di Cama per una visita medica. La voce della parlante è arzilla e il tono è scherzoso. Il documento sonoro che ne risulta è intriso di termini dialettali arcaici, probabilmente non più utilizzati neanche all’epoca.
Il morto resuscitato
Roveredo
Pio Raveglia
In questa registrazione Raveglia propone un racconto popolare in cui si narrano le vicende del povero Gepón, dato inizialmente per morto, e della tremenda moglie Teresa. Pur trattandosi di un testo preparato per iscritto, nella lettura Raveglia riesce bene nell’intento di avvicinarsi alla parlata dialettale.